L'Automobile Club Bologna è un ente pubblico non economico senza scopo di lucro, che istituzionalmente rappresenta e tutela gli interessi generali dell'automobilismo italiano, del quale promuove e favorisce lo sviluppo
La sua azione si svolge in queste direzioni:
• Promozione dell'automobilismo
Studia i problemi automobilistici, formula proposte, dà pareri in tale materia su richiesta delle competenti Autorità ed opera affinché siano promossi e adottati provvedimenti idonei a favorire lo sviluppo dell'automobilismo
• Tutela degli interessi generali dell'automobilismo
Svolge direttamente ed indirettamente ogni attività utile agli interessi generali dell'automobilismo
• Assistenza
Attua le forme di assistenza tecnica, stradale, economica, legale, tributaria, assicurativa, dirette a facilitare l'uso degli autoveicoli
• Assetto del territorio
Nel quadro dell'assetto del territorio collabora all'analisi, allo studio ed alla soluzione dei problemi relativi allo sviluppo ed alla organizzazione della mobilità delle persone e delle merci, nonché allo sviluppo ed al miglioramento della rete stradale, dell'attrezzatura segnaletica ed assistenziale, ai fini della regolarità e della sicurezza della circolazione
• Istruzione ed educazione automobilistica
Promuove l'istruzione automobilistica e l'educazione dei conducenti di autoveicoli
• Gestione, per incarico dello Stato, del Pubblico Registro Automobilistico ed erogazione di servizi di riscossione e controllo delle tasse automobilistiche per conto di molte Regioni
• Promozione dello sport automobilistico
Promuove, incoraggia ed organizza le attività sportive automobilistiche, esercitando i poteri sportivi che gli provengono dalla Fédération Internationale de l'Automobile (FIA), assiste ed associa gli sportivi automobilistici
Sulla base di tali finalità l'ACI è impegnato nella realizzazione di una vasta gamma di prodotti e servizi per gli automobilisti e per la Pubblica Amministrazione
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• Presidente
Luigi FERRETTI
• Vice Presidente
Franco CAVICCHI
Giancarlo SABATINI
• Componenti CONSIGLIO DIRETTIVO
Piero ALVISI
Federico BENDINELLI
Sandro PASQUALI
Francesco DI GIROLAMO
Enrico JOVI
Luciano ZACCHINI
• Componenti Collegio REVISORI DEI CONTI
Gianfranco CECCACCI
Gian Piero GALLETTI
• Direttore
Riccardo CUOMO
In attesa di nomina membro revisore ministeriale
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Era una sera di maggio del lontano 1906 quando il Signor Gregoriani –Bingham e alcuni amici danno vita all’A.C. Bologna nella sua prima sede, con garage, di via Barberia n. 32.
A questa sede si aggiungerà molto presto la “succursale” fuori l’allora “Porta Aurelio Saffi” - ora Porta S. Felice.
L’Automobile, nata nel 1890 dall’opera di Panahard e Levassor, aveva a quei tempi solo pochi anni di vita e il suo inserimento sul mercato le conferiva, considerato il contesto socio-economico dei primi anni del XX° secolo, la natura di bene di lusso. Ciò rendeva il neonato A.C. un club elitario, che però già ad un anno dalla sua costituzione poteva contare i primi 20 Soci!
Era chiaro che a quella prima ventina ne sarebbero seguite molte e molte altre…
Oggi, ben 102 anni dopo, l’Automobile è diventata un bene di uso comune oramai indispensabile, e il ruolo dell’Automobile Club Bologna è cresciuto con Lei, ponendosi sempre nuovi obiettivi di rappresentanza e tutela delle necessità e degli interessi degli automobilisti italiani.
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Gazzetta Ufficiale n.47 del 26 febbraio 2007
Con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo 16 ottobre 2006 è stata approvata la deliberazione dell'Assemblea dell'Automobile Club d'Italia in data 5 luglio 2006 concernente le modifiche degli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 9, 11, 14, 17, 18, 19, 20, 21, 23, 24, 26, 32, 33, 35, 38, 41, 42, 44, 47, 53, 55, 57, 59, 60, 61, 63, 64, 67 e 68 dello statuto dell'Ente.
Con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo 15 dicembre 2006 è stata approvata la deliberazione dell'Assemblea dell'Automobile Club d'Italia in data 24 novembre 2006 concernente le modifiche degli articoli 7, 12, 19, 23, 24 e 25 dello statuto dell'Ente.






